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- Sono alla ricerca di una scuola di vita interiore : Che cosa mi consiglia di fare per incontrarvi, per fare la conoscenza di Art'as?

- Lei può scoprire l’associazione Art’As partecipando a un fine settimana cognitivo. Cliccare qui

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- Sono uno che vive moltissimo teorizzando e passa molto difficilmente all’azione [...]. Mi potrebbe aiutare Art’as per cambiare  davvero atteggiamento?

- Art’As è una scuola di vita interiore che Le propone attrezzi e una guida per imparare ad identificare l’esatta natura della Sua sofferenza e ad accoglierla.
Quindi sarà solo Lei, con la Sua pratica, a scegliere la Sua trasformazione.

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- Si può già scoprire il proprio ciclo traumatico e lavorarci dopo un week-end cognitivo?

- Questi Week-end cognitivi sono un’apertura sulla pratica adottata dalla Psicologia Nucleare come viene insegnata nella scuola Art’As. Però se durante quei due giorni, alla svolta d’una Seduta o d’un gioco, può incontrare un’aspetto del Suo funzionamento interiore, la denominazione integrale del Suo ciclo traumatico richiederà da Lei molta più pratica, e una guida continua nella progressione e nell’uso dei diversi attrezzi.

Questi week-end permettono in qualche modo le prime scale, ma Le occorrerà un paziente tirocinio per ricomporre la Sua melodia.

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- Vengono tutti accolti o qualcuno viene respinto? Qual è il modo di funzionamento della scuola Art'As?

- Non accettiamo tutti nella nostra scuola. Non siamo terapeuti e la nostra scuola ha il dovere di distinguere nettamente quelli che vogliono star meglio nella loro vita, da coloro che hanno bisogno di essere seguiti da uno psicoterapeuta.

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- Posso cominciare la Seduta nel mezzo dell’anno oppure devo cominciare con un corso?

- Si può cominciare la Seduta in qualunque momento dell’anno. Però per entrare nella scuola Art’as ed avere accesso ai gruppi locali che praticano la seduta immobile, bisogna prima partecipare ad un Fine settimana cognitivo. Questo è un primo approccio alla Psicologia Nucleare e ad Art’as.

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- Qual è lo scopo del lavoro che realizzate  mediante la psicologia nucleare? Conservare e vivere al meglio con le proprie “ tare” oppure estirparle attraverso la comprensione e l’accettazione?

- La psicologia nucleare non«estirpa» le nostre tare. Non si tratta di una chirurgia estetica della nostra interiorità, ma d’imparare con pazienza  l’amore per noi stessi, qualunque siano i nostri difetti! E in 20 anni, abbiamo scoperto un certo numero di attrezzi di trasformazione per concretizzare questa riconciliazione. Questo vivere meglio con se stessi ci permetterà di essere genitori migliori, amanti migliori, professionisti migliori, ed è la prima guida proposta dalla nostra scuola.

Così poi si imparerà ad essere uomini migliori, cercando ciò per cui siamo fatti sulla terra. Ed è la seconda guida proposta dalla scuola Art’As .

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- Vorrei seguire la formazione e trovare un terapeuta nella mia regione.

- La nostra scuola non propone alcuna formazione e non è neanche una terapia.  Si tratta di una scuola di vita interiore. Questa scuola propone, con discipline e un programma, una guida per ogni adulto che desidera intraprendere una ricerca interiore.

Una formazione conduce ad un mestiere, una terapia serve a passare da uno stato di malattia a uno stato di salute, una scuola di vita interiore deve condurre dal mestiere al Compito, che è l’espressione sul piano concreto della nostra qualità unica.

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- Perché il termine “ nucleare”?

- Nucleare, associato a psicologia, non manca di sorprendere. Spesso, nell’inconscio, nucleare viene associato a bomba atomica, a centrale nucleare e ad altri pericoli.

Ora il termine utilizzato qui fa riferimento ai processi esistenti nell’universo.

L’ipotesi della psicologia nucleare è che esiste nell’uomo gli stessi processi che si svolgono nell’universo:

1) un processo di fissione, cioè di separazione.

2) un processo di fusione, simile a quello che accade nel sole che riscalda e illumina il nostro pianeta.

Nell’uomo, sono gli atti d’amore che riscaldano e ci riuniscono agli altri così come a noi stessi.

Se il primo processo di separazione è spontaneo (è il ciclo traumatico), l’unione necessita invece di un atto cosciente che risulta da un rivolgimento interiore (ciclo Trasformato).

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- Si può seguire una Psicoanalisi corporea senza far parte della scuola?

- Sì. Esistono in Francia consultori privati. Può anche contattare l’Institut Français de Psychanalyse Corporelle (Istituto Francese di Psicoanalisi Corporea) che Le indicherà gli psicoanalisti corporei della Sua regione.

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- Esiste un legame tra i Dialoghi con l’Angelo e la Psicologia Nucleare?

- «Dialoghi con l’Angelo», libro del quale Gitta Mallasz è lo « scriba », narra  l’esperienza di quattro persone messe a confronto con le menzogne della guerra.Di fronte a tale menzogna, si pongono domande essenziali. Giunti all’apice delle loro domande, essi ricevono le risposte.

Per Bernard Montaud, compagno di strada di Gitta Mallasz negli ultimi anni della sua vita, questo dialogo con l’Angelo sarebbe una «funzione biologica e naturale» : il dialogo con il meglio di noi stessi, il dialogo con la nostra “intuizione geniale”. Nessun bisogno di essere confrontato con la guerra per dialogare. E questa funzione-dialogo servirebbe a una cosa sola: farci scoprire e condurci a realizzare il nostro Compito.

Nel Libro "La Psychologie Nucléaire, un accompagnement du Vivant" (éd Edit’As) (la Psicologia Nucleare, una guida per il Vivente), Bernard Montaud riassume questa funzione così :

«Due dialoghi occuperebbero la nostra vita interiore : il piccolo dialogo traumatico passato-presente che regola la nostra personnalità – quella dello zoppo cronico -  e il grande dialogo Trasformato presente-futuro che tenderebbe ad instaurare la nostra individualità unica di zoppo sorridente che realizza la sua utilità sulla terra».

Nelle ipotesi sostenute dalla Psicologia Nucleare,  la funzione dialogo sarebbe dunque il passaggio dal ciclo traumatico (piccolo dialogo) al Ciclo Trasformato (grande dialogo).

Ecco i legami che uniscono "Dialoghi con l’Angelo" e la Psicologia Nucleare.

Buon viaggio....

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- Quale differenza c’è tra la Seduta immobile e la meditazione?

- Uno dei più grandi meriti della Seduta è quello di essere   UN MODELLO RIDOTTO DELLE NOSTRE VITE. Anzi, un’ora o due la settimana bastano per permettere a ciascuno di incontrare la sua vita nella provetta della Seduta immobile. Da allora, diventa un laboratorio scientifico d’esperienza umana che ci permette di allenarci su piccola scala, per imparare a gestire i nostri disagi sulla vasta scala delle nostre esistenze.

Di due cose, una: o abbiamo trovato la nostra dimensione, nel qual caso il disagio sparirà, o non l’abbiamo trovata, e allora il disagio crescerà, diventando un dolore più intenso.

Che sicurezza meravigliosa sapere che il nostro corpo è qui per testimoniare e che per giunta, non è capace di mistificare!
Così, imparando nella Seduta a trovare il nostro posto, la nostra dimensione, impariamo anche per quanto riguarda la nostra vita di tutti i giorni.

Così, colui che avrà trovato nella Seduta l’atto interiore estraendolo dal tormento della postura avrà parimenti trovato, per la sua vita quotidiana, l’atto che potrebbe pacificare le sue giornate.

Allora forse potrà iniziare quel che chiamiamo il percorso di atto in atto, quando la trasformazione spirituale non è più una parola vana scritta nei libri, bensì una pratica concreta pacificando le nostre esistenze.

La meditazione è l’apice che si può raggiungere alla fine della Seduta.

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- Quali pratiche bisogna fare per iniziare una formazione che porti a diventare «psicoanalista corporeo»?

- La formazione alla Psicoanalisi Corporea è una formazione professionale che si attua in seno alla IFPC (Institut français de Psychanalyse Corporelle: Istituto francese di Psicoanalisi Corporea).

Questa formazione viene assicurata da Bernard Montaud. Si svolge nell’arco di cinque anni, durante i quali uno segue la propria Psicoanalisi corporea, poi impara a svolgere la sua funzione di psicoanalista.

Per ogni ulteriore informazione, contatti Jean-Claude Duret
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